Il gelato: perché quello italiano è diverso e dove nasce il cono

Meno grassi, meno aria, più sapore: cosa distingue il gelato dall'ice cream, chi ha brevettato il cono, le gelaterie storiche di Roma e la grattachecca.

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A cura di Redazione Piccoli Viaggiatori
Il gelato: perché quello italiano è diverso e dove nasce il cono

Il gelato italiano è diverso dall'ice cream, e la differenza si sente: ha meno grassi, meno aria incorporata e si serve a una temperatura più alta, intorno ai 12 gradi sotto zero invece di 18. Per questo è più cremoso e più saporito, e per questo si scioglie più in fretta: va mangiato subito, come fa Pim.

La tradizione attribuisce l'invenzione a Bernardo Buontalenti, architetto alla corte dei Medici nella Firenze del Cinquecento. Il cono, invece, nasce tra gli emigrati: il brevetto più antico di un cono commestibile è del 1903 e lo depositò a New York Italo Marchioni, partito dal Cadore. A Roma le gelaterie storiche sono ancora aperte: Fassi, dal 1880, e Giolitti, dal 1900. E d'estate c'è un'invenzione tutta romana, la grattachecca: ghiaccio grattato a mano da un blocco e coperto di sciroppo, venduta nei chioschi lungo il Tevere dall'inizio del Novecento.

Con i bambini

Per i più piccoli chiedete una coppetta con due gusti: si tiene meglio del cono. Un indizio per scegliere la gelateria: il pistacchio vero è verde-marrone, non verde brillante, e la banana è grigiastra. Colori troppo vivaci vogliono dire coloranti.

NEL LIBRO
Tavola "Il gelato": Pim e Romolo davanti alla gelateria. Il ricordo da colorare è il gelato.Nel libro

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