Il Quartiere Coppedè: il quartiere delle fate dove i Beatles fecero il bagno nella fontana
Torrette, ragni, fate e un lampadario sotto l'arco: il quartiere più strano di Roma, costruito da Gino Coppedè tra il 1913 e il 1927, raccontato ai genitori.

A pochi passi da piazza Buenos Aires c'è un pezzo di Roma che non assomiglia a nessun altro: il Quartiere Coppedè, un gruppo di palazzine e villini costruiti tra il 1913 e il 1927 dall'architetto fiorentino Gino Coppedè, che lo disegnò mescolando tutto quello che gli piaceva, castelli medievali, palazzi fiorentini, decorazioni liberty, mostri, mosaici e affreschi. Lo chiamano il quartiere delle fate, e si entra come in una fiaba: da un grande arco su via Tagliamento, sotto il quale pende un lampadario di ferro battuto.
Al centro c'è piazza Mincio con la Fontana delle Rane, del 1924, con le rane sedute sul bordo delle vasche. Qui, nel 1965, i Beatles ci fecero il bagno vestiti dopo un concerto al vicino Piper Club, e la fontana divenne famosa anche fuori Roma. Intorno, ogni casa ha una sorpresa: il Palazzo del Ragno con un ragno gigante sopra il portone, le torrette, le meridiane, e il Villino delle Fate, il più fiabesco di tutti, dove nessuna finestra è uguale all'altra e sui muri sono dipinti Dante e Petrarca. Il quartiere piace anche al cinema: Dario Argento ci ha girato alcune scene dei suoi film.
Con i bambini
È una caccia al tesoro già pronta: il ragno, le rane, il lampadario, le facce di pietra, le torri. È una zona residenziale tranquilla, si gira in mezz'ora e si arriva con il tram 3 o 19 fino a piazza Buenos Aires. Andateci di mattina in un giorno feriale, quando le strade sono vuote e si può stare con il naso all'insù senza intralciare nessuno.
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